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Alimentazione artificiale (2)

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Per la giusta scelta del latte artificiale è utile consultare il pediatra di fiducia il quale, sulla base delle condizioni di salute e gastriintestinali del bimbo le saprà fornire le giuste indicazini. Un caro saluto

Si certo, non bisogna somministrarlo freddo, al massimo tiepido.

Allattamento (27)

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In primis il carico di anticorpi che il latte materno ha in esclusività; poi è sempre pronto, alla giusta temperatura, assolutamente altamente digeribile, economico e lassativo. Crea un rapporto di simbiosi tra mamma e bambino (non per tutte questo rapporto è vissuto in modo positivo), non ha scadenza e si adatta alla crescita del bambino variando la propria composizione all’interno della stessa poppata, nell’arco della giornata e durante i mesi di vita.

Allattamento al seno significa allattamento a richiesta del neonato: sarà lui o lei a regolarsi andando diminuendo il numero delle poppate mano a mano che i mesi passano.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità dice che l’allattamento al seno deve essere sostenuto come alimentazione esclusiva fino ai 6 mesi e protratta come complementare fino ai 2 anni oppure finché mamma e bambino desiderano. Il latte materno non è n vizio, non diventa acqua, non è privo di nutrimenti ma continua a cambiare a seconda dell’età del bambino.

Conservazione staminali (5)

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Le cellule staminali sono cellule progenitrici presenti in tutti i tessuti umani (muscoli, ossa, midollo spinale), non ancora “specializzate” in una determinata funzione. La ricerca medica le sta analizzando per individuare loro potenziali applicazioni terapeutiche per la cura di alcune malattie

Certo, basta che l’ostetrica che ti segue sappia eseguirlo. Naturalmente solo il prelievo per la conservazione autologa, non donazione.

C’è stato un accordo Stato – Regioni (luglio 2010) che ha consentito alle regioni l’autonomia decisionale in merito: alcune hanno immesso il pagamento di questo ticket, altre hanno stilato un elenco delle banche private autorizzate all’esportazione del campione … L’ospedale si è adattato alle disposizioni regionali avute.

Curiosità (64)

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Si può iniziare a fare indagini diagnostiche dopo almeno un anno di rapporti liberi, non protetti.

Alla nascita, portate i pannolini sporchi ad annusare al vostro cane: quando il bambino arriverà a casa conoscerà già il nuovo odore. Inoltre non negateglielo: fateglielo conoscere, vedere, annusare, in modo che si conoscano. Vedrete come sarà protettivo nei suoi confronti.

Assolutamente sì, tanto che, una volta nati, la creazione della loro vicinanza, del loro contatto, li tranquillizza e li calma in quanto si riconoscono l’un l’altro.

Esami da fare (36)

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Si tratta di un test di screening basato su dosaggi ormonali materni e la valutazione della plica nucale fetale. Questi dati, incrociati con l’età materna danno un rischio di avere un bambino affetto da sindrome di Down. Non è certezza: è calcolo delle probabilità.

Quali esami devo fare all´inizio della gravidanza?

Devo farne anche prima del concepimento? Perché?

La legge italiana, grazie al decreto Bindi, ha stabilito una serie di esami da effettuare in epoca pre-concezionale per entrambe i partners e l’elenco degli esami da eseguire durante la gravidanza stessa. Vediamone alcuni e il perché della loro importanza. Esami pre-concezionali per entrambe:

  1. gruppo sanguigno e fattore Rh, per valutare l’eventuale rischio di incompatibilità legati ai gruppi sanguigni dei 2 genitori;

  2. sierologia, ovvero epatite B, C, HIV, sifilide, importante per i genitori e per l’eventuale trasmissione al feto

  3. emocromo, glicemia, transaminasi, creatinina, necessari per uno screening di patologie ematologiche, (anemia mediterranea, talassemia, piastrinopenia) diabete, problemi epatici o renali;

  4. SOLO PER LEI, il complesso TORCH: toxoplasmosi, rosolia e citomegalovirus.

ROSOLIA: dal 2008 è attiva un’importante campagna di vaccinazione per le adolescenti o le donne in età fertile che non hanno contratto il virus nella loro vita. Si tratta infatti di una delle malattie esantematiche infantili che si manifesta classicamente con pustole rosse e prurito. Non crea particolari disagi, ma al feto può causare gravi malformazioni in quanto il virus riesce oltrepassare la barriera placentare. Nell’ottica di una futura gravidanza, è importante per la donna non immune vaccinarsi almeno 6 mesi prima. Non è consigliata l’esecuzione del vaccino in gravidanza, mentre è fortemente raccomandata in puerperio (il periodo di 6 mesi dopo il parto).

TOXOPLASMOSI: si tratta di un’infezione che la donna non si accorge di contrarre, non dà sintomi né particolari manifestazioni ma crea anticorpi nel siero materno. Non sono eccessivamente numerose le donne immuni al toxoplasma: la maggior parte sono recettive e devono fare attenzione, durante la gravidanza, ad alcuni comportamenti a rischio. L’infezione è veicolata dai gatti: il toxoplasma può essere eliminato al loro corpo attraverso le feci. Per questo motivo, nel caso in cui si possieda un gatto, è importante l’utilizzo dei guanti per la pulizia della loro lettiera e per effettuare lavori di giardinaggio (per evitare il contatto diretto con terra contaminata). Inoltre sono sconsigliate verdure crude come insalata o altri ortaggi da terra che possono essere state a contatto con il virus. In merito esistono opinioni discordanti: alcuni sostengono che sia sufficiente un accurato lavaggio con bicarbonato e disinfettanti, altri invece ne sconsigliano completamente l’assunzione durante tutta la gravidanza; per maggiori informazioni chiedete indicazione al vostro medico di fiducia. È sconsigliata all’unanimità invece la carne cruda o insaccati crudi: il toxoplasma muore con la cottura. Queste semplici precauzioni per la toxoplasmosi non valgono assolutamente più in allattamento: si è libere di mangiare qualunque cibo (nella giusto misura, ovvio!!!)

CITOMEGALOVIRUS: si tratta di un’infezione comune soprattutto nei soggetti immunodepressi (malati oncologici, soggetti chemio o radio trattati, persone sieropositive…) e si trasmette con il contatto con liquidi biologici. Nelle persone sane non dà particolari manifestazioni, ma per i soggetti immunodepressi è molto pericoloso in quanto crea una condizione infettiva in un soggetto privo di difese immunitarie. Non esistono particolari norme da seguire se si è recettive a questo virus, se non quelle di evitare contatto con urine o altri liquidi organici con persone particolarmente a rischio.

ECOGRAFIA: nel primo trimestre è importante l’esecuzione della prima ecografia chiamata della datazione. Deve essere eseguita entro la 12° settimana e serve per valutare l’embrione e il suo sviluppo attraverso la misurazione della sua lunghezza (CRL). Entro tale settimana, infatti, tutti gli embrioni corrispondono, ovvero crescono in egual modo. Durante l’ecografia viene annotata l’ultima mestruazione (U.M.) della donna, termine di riferimento per stabilire l’epoca di gravidanza: se si ha riscontro di un embrione con un CRL maggiore del previsto allora si “ridata” la gravidanza, cioè verrà presa come indicazione la settimana calcolata in base alla misurazione e non più quella calcolata in base all’ultimo ciclo mestruale. Facciamo molto più semplicemente un esempio: una donna ha avuto l’U.M. il 3/01/09; in base a questo solo dato l’epoca presunta del parto (E.P.P.) risulterebbe il 10/10/09. Dal primo controllo ecografico, emerge che l’embrione ha un CRL inferiore alla misura attesa: l’E.P.P viene spostata in avanti al 17/10/09 proprio in base a questa misurazione che corrisponde ad una settimana di sviluppo in meno rispetto al previsto.

Mese per mese (67)

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per questi tipi di problemi la cosa migliore è una visita dal suo ginecologo e dal suo medico di base. abbraccio

L’aumento ponderale a fine gravidanza è di circa 10/12 kg. Nei primi mesi non si dovrebbe avere un incremento eccessivo in quanto a livello uterino non vi è un’eccessiva massa (1 kg circa).

Parto (42)

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Anche al momento del travaglio stesso. Non ci sono esami particolari da fare, ma è necessario un equipaggiamento specifico: accappatoio, ciabatte da doccia …

Alcuni ospedali lo consentono, altri no: informati nel reparto di ostetricia.

Stile di vita in gravidanza (53)

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carissima solo con colori naturali scusami se ti ho risposto solo ora ma ho avuto dei gravi problemi con il server ti abbraccio luana http://www.inscientiafides.com/cellule_staminali.html

Buongiorno,

tenersi in forma è buona cosa, anche in gravidanza, a patto che le condizioni lo permettono. Il limite lo può dare il buon senso: da una parte il limite fisico della mamma, perché man mano che la pancia cresce si fa più fatica e bisogna rallentare il ritmo (magari sostituendo la corsa con una passeggiata veloce) e dall’altra, gli eventuali limiti che emergeranno a seconda del decorso della gravidanza; in sostanza, dovrà valutare man mano…

Non si possono dare consigli sull’assunzione dei farmaci. Rivolgiti al tuo medico curante o al tuo medico di base che ti saprà indicare quale farmaco assumere.

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